Tibus trasloca da RomaLa giunta cittadina ha deliberato lo spostamento dell'autostazione

La giunta capitolina pentastellata ha deciso per lo spostamento provvisorio del terminal Tibus da Tiburtina alla periferia di Anagnina. Aperta nel 1999 grazie alla sua ottima posizione a pochi chilometri dal raccordo anulare, la Tibus è dal 2002 a tutti gli effetti l’autostazione di riferimento per la capitale, in particolare per le centinaia di autobus provenienti quotidianamente dal Lazio, dal centro-sud Italia e dall’estero.

I numeri di Tibus parlano da soli: 600 bus giornalieri tra arrivi e partenze, 103 vettori di cui 33 esteri, numeri e passaggi che con l’avvento di Flixbus sono ulteriormente aumentati. Grazie alla presenza della stazione ferroviaria dell’Alta Velocità Roma Tiburtina e della stazione della Metro linea B, consente ai passeggeri di scendere dai pullman provenienti dalla Puglia, Sicilia o Calabria per salire a bordo dell’alta velocità verso il Norditalia o di prendere comodamente la metro per arrivare nel cuore della capitale.

Lo spostamento, seppur provvisorio, del terminal al nodo di Anagnina comporta una spesa di 624 mila euro per il Comune. Il vero problema è che il nuovo terminal sorgerà in un’area molto periferica, senza servizi intermodali, senza i minimi collegamenti con il centro, ma, soprattutto, avrà grossi problemi con la sicurezza a causa della presenza di diversi campi rom nelle vicinanze.

Nel 2016, Tibus ha presentato al Campidoglio il progetto di riqualificazione totale dell’attuale autostazione e dell’area circostante con un ‘project financing’ di circa sei milioni di euro totalmente a carico dei privati, nel rispetto di tutte le normative per gli appalti. Da allora non c’è stato alcun cenno di risposta a quello che per il comune capitolino sarebbe un vero e proprio miracolo in un periodo di totale assenza di fondi pubblici da poter investire.

Tibus Srl, da parte sua, fa sapere che sta operando con autorizzazioni scadute a marzo 2016 e mai prorogate, facendo il meglio per offrire un servizio che non può essere assolutamente interrotto in quanto pubblico e comporterebbe gravi disagi agli otto milioni di utenti annui. Inoltre, Tibus negli ultimi anni ha dovuto sostenere delle spese per l’adeguamento dell’area su richiesta del Ministero dei Trasporti con investimenti attorno ai 400 mila euro, cui s’aggiunge il canone annuo di 60 mila euro.

Ma perché, dal 2016, il Campidoglio non ha mai bandito una nuova gara d’appalto per la gestione della struttura? Il Campidoglio sembra aver capito di aver fatto una mossa sbagliata e tenta di rimediare giustificando lo spostamento come ‘provvisorio’ con l’intenzione di creare una nuova autostazione a Tiburtina ma nel piazzale Est. E dell’area che sarà dismessa cosa ci farà? Al momento non è dato saperlo.

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