Second life alle batterie dei bus elettrici Irizar grazie a IbilL'azienda iberica Ibil le utilizzerà per le stazioni di ricarica Repsol



Il futuro delle batterie utilizzate per la mobilità elettrica preoccupa, e non poco, a partire dal tema dello smaltimento. Ecco allora che Irizar e l'azienda iberica Ibil hanno siglato una intesa volta a offrire una 'seconda vita', un riutilizzo, a queste componenti-base del sistema di alimentazione, prodotte e installate a bordo dei bus zero emissioni del costruttore.

Le batterie di cui sono dotati i veicoli saranno convertite funzionalmente in elementi di accumulo (stoccaggio) di energia, consentendo un calo della potenza richiesta alla rete elettrica e, di conseguenza, la creazione di stazioni high-voltage anche laddove i costi operativi si prospetterebbero troppo elevati.

Terminato il ciclo di vita utile, tali componenti saranno poste al servizio delle infrastrutture di ricarica dei punti di approvvigionamento firmati Repsol, in corso di sviluppo e di crescita, sul piano numerico, da parte di Ibil. Qui, oltre a favorire l'integrazione del fotovoltaico distribuito all'interno del sistema, supporteranno anche l'elettronica di potenza richiesta dall'applicazione.

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