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L'ultimo viaggio del 'Magic Bus' (?)Rimosso il co-protagonista della storia legata a 'Into the Wild'



Christopher McCandless l'aveva ribattezzato il suo 'Magic Bus' e anche chi non conosceva la storia del giovane statunitense, avventuratosi negli angoli più inospitali dell'Alaska per vivere un momento di distacco dalla società del consumismo, aveva imparato a conoscere questo pullmino abbandonato in mezzo al nulla grazie al modello ricostruito da Sean Penn per portare sul grande schermo, da regista nel 2007, il racconto contenuto nel libro 'Into the Wild' di Jon Krakauer.

Oggi quel veicolo sgangherato, nel quale era stato inciso una sorta di biglietto di commiato ('Ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore. Addio e che Dio vi benedica!'), ha intrapreso quello che potrebbe essere l suo ultimo viaggio.

È stato rimosso, su richiesta delle autorità nazionali, perché considerato pericoloso per il fascino che esercitava. Erano infatti tanti i turisti che decidevano di imboccare i sentieri fuori dal tracciato del Parco Nazionale di Denali per mettersi sulle sue tracce 'Nelle Terre Estreme' (traduzione, in Italia, del titolo del saggio). Spedizioni che non di rado hanno comportato il ferimento o anche la morte degli incauti emulatori di McCandless, morto a soli ventiquattro anni - si pensa per gli stenti (pesava soli 30 kg), si parla però anche di avvelenamento involontario - dopo aver cercato di ripercorrere a ritroso il cammino che aveva affrontato e non essere riuscito ad attraversare, causa disgelo e ingrossamento delle acque (la morte di Christopher è avvenuta ad agosto), il fiume Teklanika a ovest dello spiazzo occupato dal mezzo.

Il bus verde-giallo contraddistinto dal numero 142, modello degli Anni Quaranta fermo in quel punto dal 1961, è stato agganciato e portato via ricorrendo a un elicottero. L'operazione, accolta con 'grande sollievo' (citiamo testualmente) dal Sindaco di Denali, Clay Walker, ha lasciato quindi uno spiazzo vuoto, dopo il polverone sollevato, laddove per quasi trent'anni il veicolo è rimasto anche dopo la morte del giovade nomade, fresco di laurea in Storia e Antropologia prima di intraprendere il pellegrinaggio che avrebbe da subito inspirato Krakauer e quindi il divo di Hollywood.

Alla rimozione della carcassa arrugginita del 'Magic Bus', hanno contribuito il Dipartamento delle Risorse Naturali dell'Alaska insieme con la Guardia Nazionale dell'esercito. È stato portato in quello che è stato genericamente definito "un luogo sicuro". Ulteriori dettagli circa il futuro che lo attende non sono al momento stati diffusi dai partecipanti all'operazione. 

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