Le tariffe olimpiche fanno la prima vittima

Brutta avventura per un piccolo passeggero DolomitiBus, sbarcato nel mezzo del nulla

Sono in corso da parte dell’operatore DolomitiBus – azienda controllata da Autoguidovie S.p.A. facente capo alla famiglia Ranza - indagini interne per appurare cosa sia successo il 27 gennaio scorso a un bambino di 11 anni, Riccardo Zuccolotto, che, all’uscita da scuola, è incappato in una disavventura che vede protagonista un autista alla guida di un bus pubblico in servizio sulla linea 30 Calalzo-Cortina, nel Bellunese.

Stando alle cronache, intorno alle 16:40 l’undicenne sarebbe salito a bordo coi suoi due zainetti sulle spalle e avrebbe timbrato il solito biglietto da 2,50 euro, per viaggiare da San Vito di Cadore a Vodo di Cadore, dove sarebbe poi sceso per recarsi a casa. Lo ‘zelante’ conducente avrebbe però fatto notare al bambino che durante il periodo olimpico il prezzo del biglietto è salito a 10 euro e che avrebbe potuto dare direttamente a lui l’integrazione. Una pratica già di per sé già anomala, visto che il contratto di viaggio pubblicato sul sito ufficiale DolomitiBus spiega che la vendita dei titoli di viaggio della linea può avvenire esclusivamente tramite l’App dedicata, scansionando il codice Qr presente a ogni fermata o effettuando il pagamento elettronico a bordo del mezzo. In più non sarebbe stato neanche riconsegnato il biglietto già strappato, ma inutilizzato.

Non avendo con sé l’ammontare né un mezzo di pagamento elettronico, il bambino sarebbe stato quindi fatto sbarcare lungo una strada trafficata, buia e innevata, costringendolo a percorrere a piedi, da solo e al gelo (3 gradi sottozero), i sei chilometri compresi tra il punto di sbarco e la destinazione finale.

Pronta la risposta della famiglia del bambino, ammalatosi dopo questa disavventura, che ha presentato una denuncia-querela, dietro consiglio della nonna del malcapitato, avvocato in quel di Padova.

In attesa di ulteriori accertamenti, l’autista incriminato è stato sospeso dal servizio.