Flixbus presenta uno studio sulle autostazioni italiane

Il paper è stato curato dal prof. Andrea Giuricin, noto studioso di economia dei trasporti

Martedì 23 giugno Flixbus ha presentato lo studio 'Il trasporto bus a lunga percorrenza: autostazioni come elemento di sviluppo del paese', curato dal Prof. Andrea Giuricin, per conto della società degli autobus verde fluo.
Come ha ricordato su Linkedin Guglielmo Pilutti, responsabile Pubblic Affairs di Flixbus Italia: “Il report ha restituito una fotografia chiara dello stato delle autostazioni in Italia: infrastrutture spesso non allineate alla crescita del settore, livelli di servizio disomogenei e un gap evidente rispetto alle migliori esperienze internazionali. Allo stesso tempo, emerge con forza il potenziale. Le autostazioni possono diventare veri hub di sviluppo: nodi in grado di abilitare una mobilità più inclusiva, sostenibile e capillare, generando valore concreto per territori e comunità.”
Il nuovo studio del prof. Giuricin è stato illustrato a Roma alla presenza del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, del viceministro ai trasporti Edoardo Rixi e dell'on. Antonio Baldelli di Fratelli d'Italia.
Per colmare il gap attualmente esistente nel campo delle autostazioni con gli altri paesi europei è necessario un “Piano Nazionale delle Autostazioni” supportato da uno stanziamento pluriennale di 300 milioni di euro.
Gli interventi dovranno concentrarsi prioritariamente sul potenziamento delle condizioni di sicurezza, sul rafforzamento dell'intermodalità e sul miglioramento dei servizi minimi sia per i viaggiatori sia per gli operatori del settore.
L'analisi del prof. Giuricin rileva un'elevata eterogeneità sul territorio nazionale. Se da un lato l'indice di valutazione premia l'eccellenza di Tibus, l'autostazione della Capitale situata nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Roma Tiburtina, con un punteggio di 4,25 seguita da Napoli Fs Park, Bari e Brescia, dall'altro lascia emergere situazioni critiche come Venezia Mestre, che si ferma al punteggio di 2,3.

Esistono poi città definite 'Top Tier' come Siena, Bergamo, Venezia, Aosta, Firenze e Bologna, dove il traffico passeggeri nei terminal supera di oltre il doppio il numero degli abitanti stessi.
In tutto questo, Milano, si conferma il polo principale per capillarità, guidando la classifica della connettività con ben 375 destinazioni nazionali e internazionali raggiungibili da Lampugnano e San Donato Milanese.

I fattori chiave per il successo delle autostazioni vengono individuati nella vicinanza ai centri urbani e nell'efficace connessione con treni, eventuali metropolitane e in generale con il sistema del trasporto pubblico locale. La questione più critica e sentita dai viaggiatori, oltre alla localizzazione e all'intermodalità è quella della sicurezza, con la necessità di illuminazione adeguata, videosorveglianza e presidi di vigilanza, anche privata, continuativa. Altrettanto urgenti sono i servizi dedicati ai passeggeri come sale d'attesa e accessibilità universale per le persone a mobilità ridotta, oltre al supporto operativo per i conducenti, come aree per la lunga sosta e per lo scarico del refluo dei wc di bordo. Per il futuro sarà necessaria anche la predisposizione di infrastrutture per la ricarica di mezzi a trazione alternativa, mentre per andare oltre lo status quo, il prof. Giuricin esorta a superare la frammentazione attuale tramite linee guida uniformi per i comuni e l'attivazione di parternariati pubblico-privati.

Investire nei terminal significa, secondo lo studio, generare occupazione e competitività territoriale, basti guardare il caso dell'autostazione Cctb di Braga in Portogallo (hub ad alta digitalizzazione), lo Zob di Berlino (capace di gestire enormi flussi turistici) o la strategia policentrica di Amsterdam.