I dati Anfia di dicembre 2025

Pesante flessione del -27,9 per cento per gli autobus

 

 

Anfia, acronimo di Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica ha rilasciato i dati relativi alle immatricolazioni di autobus con peso maggiore di 3,5 tonnellate nel mese di dicembre 2025.

Il totalizzatore si ferma a 658 nuove unità con un decremento del 27,9 per cento rispetto alle 913 unità dello stesso mese dell’anno precedente.

Due soli comparti su quattro mantengono il segno positivo, con un incremento del 16,1 per cento per quanto riguarda gli autobus/midibus turistici che totalizzano 36 unità contro le 31 di dicembre 2024 e un incremento di ben il 48,9 per cento per quanto riguarda i minibus per i quali il totalizzatore di ferma a 131 unità contro le 88 registrate nello stesso mese dell’anno precedente.
Flessione del 39,6 per cento invece per gli autobus adibiti al Tpl che si fermano a 446 unità contro le 739 del dodicesimo mese dell’anno precedente.

Complessivamente nell’intero 2025 i libretti di circolazione di autobus rilasciati sono 5.508 contro i 6551 rilasciati nell’intero anno precedente con una flessione del 15,9 per cento.

Confrontando le intere annate 2025 e 2024 restano in crescita soltanto gli autobus e midibus turistici con un incremento del 62,8 per cento, mentre calano gli autobus adibiti al trasporto pubblico locale (-27,7 per cento), i minibus (-23,4 per cento e con una flessione più contenuta gli scuolabus (-3,7 per cento).

 

“I dati del 2025, purtroppo, parlano da soli e restituiscono un quadro di forte contrazione per il mercato degli autobus sopra le 3,5 tonnellate, in particolare per il segmento del TPL, che chiude l’anno con un calo significativo del 27,7% - afferma Paolo Marini, Presidente della sezione autobus di Anfia. Il rischio concreto è che il 2026 possa rivelarsi ancora più critico, considerando che nel corso dell’anno appena concluso si sono avvertiti, seppur nella fase finale, gli ultimi effetti positivi legati agli investimenti del Pnrr. Abbiamo apprezzato la proposta, contenuta nella Legge di Bilancio, di destinare parte delle risorse del Piano Sociale per il Clima anche a misure del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile; restiamo ora in attesa di comprenderne gli sviluppi e di verificare se e in che misura il settore potrà effettivamente beneficiare di strumenti incentivanti. In ogni caso, si tratterebbe di interventi che, da soli, non possono rappresentare una risposta strutturale alle criticità del comparto e alle difficoltà delle poche imprese italiane ancora operanti nel settore”.