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Il momento nero del trasporto privato passeggeri in BasilicataServono 40 milioni di euro: lo ha ribadito l'Assemblea locale di Anav



Le aziende private di trasporto passeggeri in Basilicata versano in condizioni economiche di tale gravità da portar determinare il licenziamento di centinaia di dipendenti e, in taluni casi, l'apertura di procedura di mobilità. Mancano infatti i fondi per il pagamento dei fornitori e per il versamento puntuale degli stipendi.  

Per potersi risollevare dallo stato di crisi in cui sono precipitate e garantire il regolare svolgimento del servizio, c'è bisogno di poter contare sui 40 milioni di euro che la Regione si era impegnata a corrispondere in occasione dell'incontro con le rappresentanze sindacali dei lavoratori in data 29 novembre scorso davanti al Prefetto di Potenza: 10 milioni di euro a ristoro dei contributi arretrati legati al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) negli anni 2017-2018-2019 e 30 milioni di euro in tranche mensili a copertura delle trimestralità, sempre arretrate, dei corrispettivi di servizio per l'anno passato dovuti dalla stessa Regione e dagli enti affidanti. 

Il momento di profonda sofferenza che vivono le imprese di settore che operano sul territorio lucano è stata al centro dell'ultima Assemblea di Anav Basilicata (l'acronimo sta per Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori), nel corso della quale il sistema di imprese rappresentato ha rigettato quello che è stato interpretato e vissuto dai diretti interessati come un "pretestuoso addebito".

Al contempo, però, si legge nella nota diffusa, è stata ribadita "piena disponibilità a contribuire a un processo di rilancio e industrializzazione del settore in un contesto di concorrenza regolata per il mercato nel pieno rispetto delle responsabilità e dei ruoli di tutti i diversi soggetti coinvolti".

Una delle problematiche evidenziate nel corso dell'Assemblea riguarda la scarsa redditività dei servizi, imputabile, secondo i partecipanti alla seduta, a politiche errate. L'elenco include:

  • ritardi nell'utilizzo dei fondi statali introdotti per supportare il rinnovo del parco rotabile;
  • sistema tariffario anacronistico, rigido e poco incentivante;
  • investimenti inadeguati sulle infrastrutture di base per i servizi.

Mentre sottolineavano l'impossibilità di riuscire a soddisfare la richiesta di mobilità dell'utenza locale in termini sia quantitativi e sia qualitativi mantenendo i costi compatibili con il bilancio regionale, gli aderenti ad Anav Basilicata facevano altresì notare come il Tpl su gomma coinvolga il 95 per cento dei passeggeri abituali delle soluzioni di trasporto pubbliche finanziate dalla Regione stessa.

"Condizione al superamento della crisi - prosegue la nota - è l’accettazione con regolarità da parte delle province delle fatture emesse con riferimento alle trimestralità 2020 e della certificazione del credito relativo al IV trimestre 2019 in attesa dell'espletamento delle procedure di gara", la cui mancanza "ha causato infatti il blocco delle anticipazioni bancarie alle imprese che fino ad oggi ha consentito di tenere in piedi il sistema.

Il motivo, ancora una volta, non è attribuibile alle imprese - chiude così la nota -, ma discende dai ritardi delle amministrazioni preposte nel finalizzare il processo di riprogrammazione dei servizi propedeutico all’avvio delle nuove procedure di gara per l’aggiudicazione dei servizi stessi, nonché dalla scelta sbagliata di prevedere per via legislativa l’ulteriore proroga in emergenza dei contratti in essere, scaduti ormai dal dicembre 2017".

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